A cosa stai lavorando?

A questo:

– 1 –

– Dai, vienimi in bocca.
Riesco a sentirglielo dire anche dentro a quel bagno, con la musica della discoteca che assorda persino con una porta di mezzo. I bassi, si sa, non hanno paura di niente.
E c’è stato un tempo, quando ero ragazzino e le mie conoscenze di sesso erano legate ai giornalini porno recuperati di contrabbando, in cui avrei pagato per sentirmi dire una cosa del genere. Del resto se le donne lo dicevano a Rocco Siffredi o a Ron Jeremy, perché non a me?
Non sarò dotato come Rocco o non avrò quello che rende un ometto peloso, grasso e unto come Ron Jeremy un dio del sesso, ma credo di potere anche io sperare in qualcosa in più di una che si mette sotto le coperte e affronta una scopata come il plotone d’esecuzione.
La signorina che si sta dedicando con tanta dedizione al mio piacere si chiama Sandra e l’ho conosciuta stasera. Ci ha presentati un amico comune. O meglio: ci ha presentato quello che è il mio migliore amico, Massimiliano; il quale fa anche il PR e il DJ, qui dentro, e mi ha trascinato a questa serata di musica anni ’90 per non farmi stare chiuso in casa. Non che io avessi qualcosa contro starmene a casa a guardare la nuova puntata di Dottor House, scaricata da internet, anzi. Dio benedica il peer to peer e i sottotitoli fatti dai fanatici delle serie televisive. Ma secondo Massi il sabato sera è stato creato perché la gente uscisse e si divertisse, non per stare in casa.
Sia chiaro: io non ho niente contro i sabati sera fuori. Per lungo tempo sono stato un assiduo frequentatore di pub e ho collezionato un alto numero di uscite. Durante l’università, in particolare, non serviva che fosse sabato per uscire di casa. Poi, pian piano, con l’età e con gli impegni, le cose sono cambiate. I sabato sera sono diventati l’agognato arrivo del riposo di fine settimana, perdendo quell’aura di divertimento a tutti i costi, per assurgere al ruolo di oasi di tranquillità e quiete. La nascita di una relazione fissa ha facilitato questa metamorfosi.
Ma la fine della mia relazione con Adriana, quella che verrebbe definita la mia fidanzata storica, ha scombinato tutte le carte. Sono passato da “trentenne medio” a “trentenne medio e single”. Massi mi ha preso per l’orecchio e mi ha raccontato di un mondo con il quale ho perso ogni contatto, basato su serate a tirare tardi, chiacchiere e cazzeggio, amiche disponibili, delusioni cocenti, ma anche – a suo dire – di fenomenali avventure da una botta e via.
E questo, credo, ci riporta al discorso di Sandra e della sua garbata richiesta di poco fa. Io e lei, come dicevo precedentemente, ci siamo incontrati per la prima volta stasera. Abbiamo bevuto insieme un paio di birre e ci siamo conosciuti meglio; abbiamo in comune una laurea (la sua in lettere), la passione per i film di Quentin Tarantino – e visto il linguaggio colorito di Sandra non ho difficoltà a crederci – e altre cose, compreso l’odio per il calcio e per Jack Frusciante è uscito dal gruppo – un giorno Enrico Brizzi mi troverà e mi prenderà a calci, dopo tutto il male che ho detto della sua opera prima. Abbiamo scoperto, infine, una passione comune per il sesso orale, a quanto pare. A me piace che mi venga fatto e a lei piace farlo.
È stato Massi a organizzare tutto. Ci ha raggiunto, in un attimo di pausa dal mettere dischi, e tra un sorso di mojito e l’altro, ci ha invitati a spostarci nel separé. Offerta che mi è sembrata abbastanza strana, sul momento, ma che mi è stata chiarissima nel momento in cui Sandra mi ha baciato appena siamo entrati. E poi il resto è storia.
Osservo Sandra prendersi cura dei miei testicoli e mi passano per la testa tutta una serie di pensieri: mi chiedo se sarò il primo a cui fa un pompino, stasera, e, se non sono il primo fortunato, se si sarà sciacquata la bocca, dopo. Mi chiedo quando i rapporti tra uomo e donna sono diventati così semplici – o così complicati, a seconda dei punti di vista; io non sarei mai stato in grado di chiederle di succhiarmelo, se lei non si fosse offerta volontariamente di farlo. Penso che Sandra è la prima donna con la quale lo faccio da veramente tanto tempo, otto anni, per la precisione. Prima c’era Adriana e non intendo sputare nel piatto nel quale ho mangiato per un sacco di tempo, la nostra vita sessuale non era male, ma di certo Sandra a livello orale è decisamente più brava; però nei miei otto anni di relazione con lei sono stato un fiero monogamo e quindi mi sento un po’ come se fossi vergine di nuovo.
– Dai – mi incoraggia mentre mi masturba, – voglio sentire il tuo sapore.
– Sì, certo – mi sento un po’ imbarazzato da tutta questa franchezza. – Non so, magari io posso fare qualcosa per te – mi informo.
Non mi risponde e riprende il suo lavoro di lingua e saliva. Parecchia saliva.
Capitolo dopo pochi istanti.

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6 risposte a A cosa stai lavorando?

  1. Pea ha detto:

    lovvo ❤

  2. thecapricorntm ha detto:

    ANCORA alla scena della discoteca sei? Ti ci ho lasciato tre anni fa! O_o”

  3. Pingback: Letti | After Zen

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