Vieni a vivere…

Ormai ascolto poca musica nuova e pochissima musica italiana, lo confesso. Sono perso nel mio trip di musica anni ’60 e ’70, nel rock degli ’80 e pochi pezzi di hard rock e metal suggeritimi dalla mia spacciatrice personale.
Poi c’è da dire che quando sento nomi come Dente, Marta sui tubi e Luci della centrale elettrica a me viene voglia di prendere a schiaffi chi li ha tirati fuori. Ma forte, di quelle sberle che durano per 10-15 minuti.
Poi, oggi, un’amica mi ha fatto conoscere questa. Ve lo dico: se siete metallari, duri e puri, se volete l’hard rock, le chitarre elettriche, se vi fa schifo quello che è un po’ melodico, lasciate perdere. Anche se siete i cinici, i duri e puri, perché è molto dolce.
Era dai tempi di Agosto che una canzone italiana non era capace di commuovermi. Forse è la giornata. Forse è la primavera che quest’anno mi ha tradito e mi ha lasciato solo. Forse è la casa che è in penombra, perché non ho acceso le luci e non posso suonare la chitarra, perché mi fa male il tendine, e non riesco a scrivere, perché mi fa male il cuore. Però mi sono commosso. E forse, sotto sotto, potrei dargli una possibilità a Dente. Ma se mi tradisce come la primavera lo prendo a schiaffi per 10-15 minuti.

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