In direzione ostinata e contraria

Il week end appena passato dovevo andare in un posto e non ne avevo voglia. Ci sarebbero diversi motivi, per cui non ce l’avevo, ma insomma, alla fin fine, avrei preferito passare le giornate sul divano a guardare film e telefilm e a coccolare i miei gatti. L’anno scorso, un po’ prima di questo periodo, avevo passato una fase del genere, di quelle che il fulcro della tua vita sono il tuo posto di lavoro – dove sei costretto ad andare – e il tuo divano – dove ritorni e dal quale non ti stacchi a meno che la casa non stia andando a fuoco. Per evitare di ricaderci mi sono forzato ad alzarmi e a partire. Ho fatto bene. Ho rivisto persone a cui voglio bene  e che non vedevo da un po’ e ho avuto modo di conoscerne di altre, con le quali mi sono trovato altrettanto bene.
Quando sono tornato a casa, ieri, mi sono di nuovo steso sul divano, a guardare un film e a farmi perdonare dai gatti per i due giorni e mezzo di assenza. Poi un’amica mi ha mandato una bellissima foto del posto dove era andata a correre e ho pensato che mi avrebbe fatto bene, se anche io fossi andato a fare un po’ di movimento. Avrebbe forse alleggerito la testa, tolto un po’ di inquietudine e, soprattutto, bruciato un po’ di calorie.
Mi sono vestito e sono uscito e, quando mi sono messo in strada, ha cominciato a cadere una pioggia leggera. Mi sono fermato, non avevo voglia di bagnarmi e di prendere freddo. Poi mi sono messo a correre.
Mi ha fatto bene. Ho respirato a pieni polmoni, ho sentito il peso della stanchezza, le gambe molli, la pioggia fresca in faccia, ho guardato il mercatino di primavera che veniva smontato. Poi ha smesso di piovere e ho fatto anche io una foto, dal punto in cui ero, per mandarla alla mia amica.
Mi muovo in direzione ostinata e contraria e faccio quelle cose che so che potrebbero farmi bene, ma che ho paura di fare. A volte serve anche solo questo. A volte serve solo provarci.

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2 risposte a In direzione ostinata e contraria

  1. monicabionda ha detto:

    Io ho scelto di non esserci, nel posto dove hai passato il weekend. E un po’ mi è dispiaciuto. Ma sto pian piano attuando la politica del “dai, su, che ti fa bene”. Così ho passato l’intera giornata di ieri fuori al parco con Carlo. E non so se ha fatto bene a me: a lui di sicuro.
    Mi sembra un’ottima scelta, la tua. Sorrido.

  2. Dama Arwen ha detto:

    Ci sono un sacco di cose che io non ho il coraggio di provare a fare, che mi farebbero bene. Da quelle banali per scaricare la tensione, a quelle che ti distraggono, a quelle che ti spianano la mente almeno per un po’.
    In ogni caso a me la pioggia avrebbe fatto tornare in casa subito 😛
    Ah, apprezzo molto la citazione del titolo del post :-))) Adoro De André

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