Il bacio di una tisica

Qualche volta il pomeriggio andavamo anche a prendere il tè da una suora. C’era il pianoforte, il babbo suonava la Serenata di Schubert con un dito e lei faceva l’accompagnamento. Smettevano di suonare e si baciavano in bocca. La povera era tisica marcia. Io fingevo di non vedere quei baci, me ne stavo in un angolo a ritagliare e incollare certi santini per il mio teatrino di cartone. Un giorno non vidi più la suora, mi dissero che era volata in cielo.
Ho capito allora che bisognava acchiappare quello che viene, anche il bacio di una tisica.
La vita è provvisoria.

Paolo Polo – Sempre fiori, mai un fioraio

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