In sacrificio per voi: La maschera di ferro (1998)

Qui la spiegazione della scheda.
Qui la prima puntata.

Titolo: La maschera di ferro (1998, prodotto dalla United Company, che ai tempi ancora era in vita)
Casting: Vista la collocazione temporale (il libro Il visconte di Braghelonne, da cui è tratto il film è l’ultimo della trilogia dei moschettieri), c’è una bella sfilata di vecchietti. Gabriel Byrne fa D’Artagnan, John Malkovich fa Athos, Jeremy Irons fa Aramis e nel ruolo di Portohs c’hanno messo un francese e cioè Gerard Depardieu, colui che se lo pagate il giusto vi fa pure da figurante alle cresime e nei video del prediciottesimo. Per il lato cattivi e buoni insieme c’è Leonardo Di Caprio, che era lanciatissimo nel post Titanic, che fa il doppio ruolo di Luigi XIV e di Philippe. Manca Milady e quindi poca trippa per gatti.
Trama: anni (molti) dopo gli avvenimenti de I tre moschettieri D’Artagnan è capitano dei moschettieri, Athos si è ritirato e fa il nobile, Aramis è diventato prete a tempo pieno e Porthos fa il mantenuto. Salta fuori che, nelle segrete, viene tenuto un uomo il cui volto è coperto da una maschera di ferro (lo so che l’avevate sospettato dal titolo) e quando gliela levano scoprono che è il fratello gemello di Luigi XIV, attuale reggente e ignobile fidiputt mica da poco. Ora, non vorrei annoiarvi con tutta la storia, ma vi giuro che questa prevede intrighi, scambi di persona, Porthos che scoreggia e la rivelazione finale che il Re è figlio segreto di D’Artagnan e della regina Anna, che avevano avuto una relazione clandestina.
Non vi mentirò dicendo che è un bel film, né che è un film orrendo. È semplicemente un film di americani che raccontano la storia e quindi, come spesso accade, fanno cose americane calate nel contesto sbagliato. Ma vi assicuro che il momento in cui D’Artagnan rivela a Philippe di esserne il padre io volevo lanciare la poltroncina contro lo schermo.
Momento Brunori: Porthos che scoreggia. La verità sul Re. Di Caprio che si vede che ci prova fortissimo a scrollarsi Titanic di dosso. Ma soprattutto un momento fuori schermo che ricordo: intervista di una televisione francese al cast dei moschettieri al completo, Depardieu traduce e risponde. Il giornalista conclude con un “possiamo chiudere con il giuramento dei moschettieri?” e Depardieu si gira verso gli altri, che hanno chiaramente la stessa voglia di essere lì che potrebbero avere di fare una rettoscopia, e dice “Ma certo, forza ragazzi!” e il giornalista “tutti per uno…” e Depardieu, da solo, “…e uno per tutti” e si volta a guardare gli altri tre che lo hanno lasciato solo e guardano verso la telecamera con una mestizia di fondo che ti si stringe il cuore e Depardieu si gira anche lui verso la telecamera borbottando “Ecco…”, mentre aleggia la stessa atmosfera di un film svedese d’essai.
Momento fap: e niente c’è Anne Parillaud e non è che ci sia tanto da divertirsi, ecco.

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2 risposte a In sacrificio per voi: La maschera di ferro (1998)

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