Well what if there is no tomorrow? There wasn’t one today!

Che non so se avete mai visto Ricomincio da capo, se non l’avete fatto dovreste perché è un film molto bello. Parla di questo metereologo arrogante e presuntuoso che va con la sua troupe in un paesino chiamato Punxsutawney dove ogni anno si tiene il Giorno della Marmotta. Prendono questa marmotta chiamata Phil, la tirano fuori dalla sua tana e lei dice se ha visto la sua ombra. Se l’ha vista sarà un inverno più lungo, altrimenti il ciclo delle stagioni sarà regolare.
Il metereologo, che si chiama anche lui Phil, si ritrova bloccato nel paesino, che ovviamente odia, da una bufera di neve e gli succede una cosa inspiegabile: si sveglia ogni mattina nel letto del piccolo bed & breakfast dove alloggia ed è sempre il 2 Febbraio ed è sempre come se non fosse mai successo nulla, ritrovandosi condannato a vivere in perpetuo sempre la stessa giornata.
Ci sono cose che gli accadono (tra le tante che non vi racconto, perché è un film bello bello e dovete vederlo) tra cui quei fastidi che ti mandano all’aria qualsiasi partenza di buonumore. Per esempio l’acqua ghiacciata che esce dalla doccia a tradimento o il piede finito dentro la pozzanghera o il tizio noioso che viene e ti si appiccica addosso.
Perché lo racconto? Perché oggi è il 2 Febbraio e a Punxsutawney tireranno fuori Phil dalla sua tana per sentire le sue previsioni. La ricorrenza è reale, non inventata per il film di Ramis, e ogni anno mi capita di seguirla, un po’ per curiosità, un po’ per quegli strani vizi che si acquisiscono quando si ama il cinema (tipo bere il White Russian mattinopomeriggiosera dopo aver visto Il grande Lebowsky. Don’t try this at home).
Ma.
Stamani, ore 06:00. Suona la mia sveglia, mi alzo e vado a preparare il caffè. Lungo il tragitto del corridoio inciampo sul gatto.
Ore 06.24. Giro la chiave della macchina. C’è uno scoppio, l’auto non parte, si sente puzza di bruciato e da sotto cola del liquido. Il mezzo non dà più segni di vita. Devo chiamare un taxi.
Ore 07.15. Arrivo al lavoro con un quarto d’ora di ritardo. Pago 35 Euro di taxi, per arrivare con un quarto d’ora di ritardo.
Dalle ore 07.30 alle 0re 11.50. Un problema su un portale ci ha inserito tutte le prenotazioni con una maggiorazione di 10 Euro, rispetto al prezzo che vedeva il cliente. Passo la mattinata a correggere conti, a chiedere storni di carte di credito, a spiegare a clienti imbufaliti l’accaduto. Nel mezzo del caos si rompe l’unica stampante adibita all’emissione delle ricevute e delle fatture, senza la quale non è possibile emettere i conti dei clienti. La mensa del mio posto di lavoro è chiusa e sono senza pranzo e qui fino alle 15.30.
Ora, Phil, non so mica se vedrai un’ombra o meno. Ma quest’anno diciamo che mi passa in secondo piano la cosa, perché, Phil, per la miseria, NON MI FARE SCHERZI.

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Una risposta a Well what if there is no tomorrow? There wasn’t one today!

  1. marymiao ha detto:

    Ehi, che ne sai, magari domani ti svegli ed è ancora il 2 febbraio, e, magari, eviti qualche guaio 😛 (se capita mi avvisi di tenere per me qualunque commento fino a domani? :P) In bocca al lupo per il “resto della giornata” ^_^

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