May you one day carry me home (man, I ended up with pockets full of dust)

Ci si alza. Dicono.
Ci si alza, si va al lavoro, si fa la spesa. Tutto con il pilota automatico, mentre pensi a un sacco di cose. Prevalentemente a quelle non dette, non fatte, non espresse. Alle paure che ti tengono inchiodato a qualcosa che non sai neanche tu che cosa sia. Forse. O forse all’incapacità di accettare che non ci sono più i pezzi del vecchio puzzle. Forse non c’è neanche il puzzle, a ben pensarci. Forse ora c’è altro che poi chissà cos’è, non lo capisci tu, figurati gli altri. Non c’è il vecchio dai baffi curati, non c’è quello con la cravatta, non c’è il mazzo di carte. Ci sei tu, con il sapore in bocca delle parole che non ti ho detto, delle cose che non ho avuto il coraggio di fare con te e dell’indecisione.
E c’è il sole, dopo giorni di pioggia. E c’è la pioggia, nonostante il sole, qui dentro, da qualche parte.
E basta. A volte non c’è altro.

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