In sacrificio per voi: I tre moschettieri (2011)

Qui la spiegazione della scheda.
Qui la prima puntata. Qui la seconda puntata. Qui la terza puntata.

Titolo: I tre moschettieri (2011, cioè siamo nel 2011 e, dopo 10 anni, devono aver pensato “sai che c’è? È da un po’ che Dumas sta fermo nella tomba, quel vecchio trombone”)
Casting: C’è Logan Lerman che fa D’Artagnan. Ora, partiamo da una cosa fondamentale, visto che siamo in chiusura di questa serie di film: D’Artagnan non è un ragazzetto esile e fighetto, è un armadio con il naso adunco e la risata da bar. Perché il cinema ci ostina a mandarci il belloccio di turno? Ci sono Matthew Macfadyen, Ray Stevenson e Luke Evans che fanno Athos, Porthos e Aramis. Anche qui, mi permetto una digressione: io ‘sta cosa che Aramis è sempre quello donnaiolo che fa cadere le femmine ai suoi piedi mica l’ho capito da dove arriva. Era un maledetto baciapile che stava nel corpo in attesa di farsi prete e quindi le donne non erano precisamente al centro dei suoi pensieri (risposta: non hanno letto il libro, mi pare evidente. E lo so, ma cazzo uguale). Detto questo però, per qualche ragione che mi sfugge, il casting funziona. Giuro. Pure Mads Mikkelsen che fa Rochefort e Christoph Waltz che fa Richelieu, eh? E poi che gli dici alla Jovovich che fa Milady che è sempre bella? Ecco. Il casting funziona, boia d’un mondo, anche quando Orlando Bloom fa più faccette di quanto sarebbe normalmente permesso dalla convenzione di Ginevra. Il cast funziona. E la storia? Ecco…
Trama: deve arrivare un momento in cui uno accetta serenamente che del libro non frega una mazza a nessuno a parte che al sottoscritto e che le storie vengono ampiamente rimaneggiata come viene più comodo, no? Ecco, no. Io, nonostante tutto, ci spero sempre un po’ e quando arrivo a film come questo mi chiedo perché ancora non sono entrato in modalità Vanzina ridendo sguaiatamente quando vado al cinema. In breve: i moschettieri sono un gruppo tipo agenti segreti al servizio del Re che fanno robe segrete e pericolosissime e tutti specializzati in forme di infiltrazione raffinate e brutali e Milady lavora con loro, ma poi li tradisce per aiutare il Duca di Buckingham a rubare delle lettere che aiuteranno lo scatenarsi di una guerra tra Francia e Inghilterra, con quest’ultima che scatenerà le sue navi volanti da guerra e io no, niente, non posso farcela, scusatemi tanto, davvero. *viene portato via dagli infermieri mentre piange sommessamente*
Momento Brunori: in linea di massima qualsiasi scena dove recita Orlando Bloom è una roba dove rimani basito perché non capisci se sta gigioneggiando o se ha una specie di Tourette che si esprime solo tramite le faccette. Il resto, se ci si dimentica del libro, scorre. Più o meno. C’è lo steampunk e le trappole e a un certo punto ricordo che Athos lancia in aria una moneta e la infilza al soffitto con un coltello e ho chiaramente pensato “ma che cazzzo…?”, però se hai abbastanza popcorn da stordirti per il troppo burro passa. In un modo o nell’altro. Ma ci vuole pazienza, eh?
Momento fap: Milla Jovovich è sempre fappabilissima. Anche la biondina che fa Constance ha un suo perché (due perché, per la precisione, sul davanti).

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