Heard that tune, and now I’m pining, honey, can’t you see?

Mia zia Erna una volta mi disse una cosa. Mi disse che, quando non riusciva a dormire, si faceva una tazza di te e si fumava una sigaretta. Poi prendeva un po’ di vodka e tornava a letto.
Io ho smesso di dormire un tre settimane fa e ho anche dato un taglio alle sigarette, a parte una o due ogni tanto. E allora stasera ho preso e ho bevuto saltando quella parte del te, che fa troppo caldo per quello, e ho cercato di stordirmi abbastanza da strisciare sotto le coperte e addormentarmi, senza risveglio con l’ansia, il panico o, semplicemente, la tristezza.
E ho chiacchierato con un amico e ho detto cose che mi tenevo dentro da un po’ e non so se è servito, perché lì dentro ce ne sono ancora un sacco che vorrei dire e che non dico. Ché sono un casino e ho un sacco di difetti e di buchi, ma so anche che posso essere una persona a modo, quando voglio, se lo voglio. E lo voglio, lo giuro. Ma sai quella cosa che la strada per l’Inferno è lastricata di buone intenzioni? Ecco, nella mia ci sono pure le caramelle alla coca cola, così seguo quelle, assieme alle buone intenzioni.
Ma non volevo mettermi alla prova, né ho fatto tanti kilometri per dire “no”, né un sacco di altre cose. Ho fatto e detto cose che mi sembrava giusto dire e fare, a volte ci ho imbroccato, a volte (spesso, temo) no, ma spero sempre che averlo fatto pensando di fare bene conti qualcosa.
E se non conta qualcosa pazienza, non ho mai detto di essere perfetto. Ho detto di essere pieno di buchi e a quello mi attengo. Ma non è questione di quello che uno ha, se basta o meno, se si è piccoli o meno, se si è a posto, se si è giusti o meno. A volte è solo questione che ti basta un film alla tv, sul divano, o provare a cucinare quel cavolo di risotto con noci e rucola, ché prima o poi troverò la ricetta giusta.
A volte, insomma, banalmente, noiosamente, si va avanti giorno per giorno, perché io credo che è così che sia stato tutto previsto: giorno per giorno. Si fanno progetti. Quelli bravi li fanno. Io non sono più bravo a farli e allora mi alzo la mattina e aspetto di arrivare alla sera e a volte, lungo quella strada lì, faccio e dico cose. A volte no. A volte mi limito ad attraversare il tempo e lo spazio e però, porca miseria, lo faccio cercando di non disturbare.
Però è tutto lì. Sono tutto lì. E posso non bastare, ci mancherebbe. Però non pensare che quello che do sia poco. Può non bastare, ma quel poco, quello che sembra niente, quello che pare nulla, per me è moltissimo.
Ché poi mica è detto che il moltissimo sia lo stesso per tutti, eh? Ma ci sto provando, Ringo. Ci sto provando, con grande fatica, a diventare il pastore.

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