Tuesday allright for ORGHL

Che insomma, sono usciti sia il trailer del nuovo Mad Max, sia quello dell’ultimo capitolo de Lo Hobbit. Ci vediamo dopo.

Cosa dire di Mad Max: Fury Road? No, niente. Io sbavo. E non saprei bene spiegare il perché con raziocinio e quindi vado un po’ a casaccio.
L’ambientazione, per dire, no? È deserto che sembra deserto. C’è la polvere, lo sporco, l’arsura. C’è la sensazione di esserci dentro. E c’è la tecnologia tirata su alla cazzo di cane, con i pezzi che sembrano presi alla bell’e meglio (il  braccio bionico della Theron, è meraviglioso). E poi c’è alla regia il buon Miller, che, per la madonna, è uno che ne sa e del quale non abbiamo mai avuto abbastanza e quanto meriterebbe e quindi sì, cazzo, sì.
E, infine, c’è quel bietolone di Tom Hardy che è un po’ sottovalutato perché è un armadio a tre ante, ma è anche un ottimo attore e quindi pensi che possa essere un degno successo di Gibson pre-follia.
E quindi vedi il trailer e lo rivedi e porca puttana se è bello. E non ci davi una lira e magari rimarrai deluso, ma ora come ora è un grossissimo SI CAZZO SI e non vedi l’ora di vederlo.

Versante Lo Hobbit: La battaglia delle cinque armate (o come stracazzo lo traduranno che gli stanno cambiando nome più spesso di Prince).
Trailer carino. PJ che fa PJ. Il che mi permette di aprire l’appassionate e monopuntata rubrica chiamata “PJ hai rotto il cazzo” e che va a riferirsi a quella tremenda scena del carro che corre nel canyon e che già, come ebbi modo di dire, è un segnale dell’ennesima scena dove Jackson dirige un inseguimento infinito, noioso e assolutamente tagliabile per favorire una lunghezza di pellicola che non sfori le due ore e mezza. Nella nostra rubrica inseriamo anche quello scorcio dei nani che scendono una scala lunghissima dentro una caverna (suppongo Ereborn) e questa scala lunghissima, di pietra, intagliata è priva di corrimano e sì, Peter, anche queste scale lunghissime e senza corrimano hanno rotto il cazzo.
Passando oltre, come dice uno più cattivo di me, finalmente arrivano le mazzate, che, per carità, non voglio dire fossero l’unica ragione per vedere tutta la trilogia, ma comunque di patemi d’animo e di amori frustrati io sarei sazio e se volessimo rompere culi, ecco, sì, dai, ci sto.
Mi soffermo un attimo per sottolineare che è l’ultimo capitolo della trilogia, che non ci dovrebbe essere in previsione altro (a meno che non facciano davvero il Silmarillion, ma ecco, io avrei da fare, grazie) e che, prima de Lo Hobbit, non abbiamo visto  un fantasy decente al cinema neanche di striscio. Ecco, dite quello che volete, ma l’ipotesi che dopo non ne vedremo altri fino a chissà quando, un po’ mi spaventa.
Quindi arrivo alla fine di questa storia con un po’ di stanchezza dovuta all’ego di Jackson, ma intendo godermela, perché il viaggio nella Terra di Mezzo potrebbe essere l’ultimo viaggio fantastico per non so quanto tempo.

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