I’m a happy man, don’t it look that way?

Sono circondato da gente che riparte, cambia casa, cambia lavoro, cambia città. Ho amici e persone a cui sono affezionato che, un giorno, saltano su e mi annunciano che ricominciano da capo, senza giorno della Marmotta, senza costrizioni, perché hanno deciso così.
So che non è qualcosa che capita, ma che nasce dall’urgenza di provare a migliorare la propria situazione, a darsi una scrollata, a cercare un motivo per alzarsi e pensare che, tutto sommato, va meglio, se non bene.
Io sono nello stesso posto di lavoro da quasi otto anni e ho cambiato la scrivania due mesi fa. Cambio vestiti e gusti e compagnie, ma poi rimango sempre nello stesso punto. Ancorato a un sacco di ricordi e di paure e di dubbi e di “ma sai, però”.
Viaggio moltissimo con la testa e con i pensieri. Sinapsi e dita hanno percorso miglia e miglia, circumnavigando il globo e le galassie. Ma alla fine sono sempre qui, con una gatta sulle ginocchia e uno che dorme accanto a me, fino a quando non si sveglieranno e vorranno coccole o giocare.
Quindi a quegli amici e a quelle persone a cui sono affezionato vorrei dire che ammiro molto il loro coraggio e la loro determinazione. Che, fino a quando non li avrò anche io (se mai li avrò), li invidierò anche un po’, per le loro scelte. E che se anche non fossero scelte giuste, se si alzeranno al mattino pensando “porca troia”, anziché “va meglio”, comunque li ammiro e invidio, perché è solo chi rimane immobile che non cambia e non rischia di riuscire.

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4 risposte a I’m a happy man, don’t it look that way?

  1. Sara ha detto:

    “Va meglio”, è già buono.Ora devi solo evitare i luoghi dove dormono i gatti e… trovare due droidi.

  2. I. ha detto:

    E’ tutto lì, nel “rischiare di riuscire”.. Chissà se esiste un gruppo di “Immobilisti Anonimi”?

    • sara ha detto:

      Io nn credo che sia il rischiare di riuscire che fa stare immobile.E`il nn essere riuscito pur avendo rischiato e anche credendoci molto.

      • I. ha detto:

        Oh certo, anche quello.. però pernso che possano essere facce di una stessa medaglia..
        E’ che il “rischio di riuscire” è qualcosa che sento molto. Cosa ci accade dopo aver fallito, ormai lo conosciamo.. Si può sbagliare ancora, e ancora.. ma questo non ci sposta dal fondo cui siamo ed in cui inspiegabilmente siamo sopravvissuti. Quando penso alla paura di fallire di nuovo, mi chiedo “ma veramente può andare peggio di così?”.. Ed in genere la mia risposta tende al no.
        Da “immobilista”, mi inquieta di più l’idea del crederci e “poi non è come ti aspettavi” o di rimanere così prosciugata di sogni e aspirazioni da non riuscire a volere veramente più nulla.. Insomma, l’argomento è vasto e fornisce spunto a molte riflessioni 🙂 Comunque anch’io ammiro e invidio molto chi trova il coraggio di cambiare e partire.

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