And nobody has to think too much about desolation row…

Settimane lunghe il doppio. Non sei mai dove eri poco prima. Non sarai mai dove sei adesso. Giornate in ufficio che non finiscono più, le stesse cose, le stesse facce, gli stessi problemi, tutto si ripete, tutto uguale, tutto diverso, tutto uguale.
Parli con estranei in giacca e cravatta. Poghi con estranei in camicia senza maniche. Sei a Bologna. Sei a Milano. Sei con vecchie conoscenze. Sei con nuovi amici. Musica. Rumore. Alcool. Ti diverti, poi sei triste, poi ti diverti ancora. Fai foto e poi le guardi e pensi se quello che sorride sei tu e quando è successo che hai sorriso?
Giornate di ventiquattr’ore che durano quarantotto. Nuove persone nella tua vita. Alcune sono amiche, altre sono semplicemente una donna delle pulizie che non hai mai avuto. Casa tua, che non sarà mai casa tua. I gatti che ti aspettano e si aspettano cibo e coccole. Le coccole ai gatti che sono il premio di giornate di quarantotto ore e di dubbi e melanconia.
Week end che saltano. Piani di riposo che evaporano. Turni quando dovresti riposare. Persone che vengono a farti visita. Aperitivi, cene, chiacchiere. Il desiderio di rivedere la tua amica che ti sembra di non vedere da dieci anni, anche se sono un paio di settimane. Il sole e la pioggia. Soprattutto la pioggia, ché forse il sole te lo godresti meno, se non ci fosse tanta di quella.
La sveglia alle sette quando potresti dormire fino a mezzogiorno. La notte sveglio a chiederti se riuscirai a riaddormentarti. Le mani che si muovono sul materasso vuoto. Progetti nel buio, che al mattino saranno evaporati perché sei pigro e perché sono troppi, tutti insieme, e, alla fine, tu sei solo un uomo.
Un’altra giornata, si ricomincia. Vorresti fare cose che non sai neanche tu quali e allora fai quelle che sai che devi fare: bucato, spesa, serie tv da guardare perché si accumulano troppo in fretta. Scrivi poco, ma scrivi. Scrivi. Scrivi credendoci, soprattutto, ché qualcuno ti brontola e ha ragione, perché ci sono cose che non vanno dimenticate e sono quelle che ti fanno stare bene e che ti devi tenere stretto.
Seduto al tavolo, il caffè è finito, i gatti sonnecchiano, c’è il sole. Respira a fondo. Vai. Ci rivediamo stasera e tiriamo le somme. Come ogni giorno.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Tutti i giorni. Contrassegna il permalink.

Una risposta a And nobody has to think too much about desolation row…

  1. sara ha detto:

    …e il violino?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...