And babe, don’t you know it’s a pity that the days can’t be like the nights in the summer, in the city…

Ho sempre detto di essere uno che ama la primavera ed è vero. Il sole che fa ritorno, le giornate che si allungano, quella luce meravigliosa che c’è la sera, la possibilità di girare con un giubbotto leggero, respirando a pieni polmoni l’aria fresca.
Ma ho un legame fortissimo anche con l’estate, con le sue giornate infinite, con il caldo e il sole.
Per me l’estate sono i giorni passati in giro con gli amici dell’adolescenza, i pomeriggi passati alla sala giochi di Italo o a un tavolo per lunghissime partite di giochi di ruolo (a volte scritti e inventati da noi). Sono i pomeriggi al cinema, a volte le sere in quelli all’aperto. I giri per la città, con il caldo e le cicale che friniscono, rumorose e allegre. Le serate a passeggiare, mangiando gelato, fantasticando su cosa potesse essere della nostra vita, una volta cresciuti.
Per me l’estate sono i libri di Astrid Lindgren, dove bambini e ragazzi nei quali mi riconoscevo vivevano anche loro estati lunghissime, infinite, ricche di allegria, dove ogni cosa poteva diventare un’avventura e dove ogni avventura poteva essere dietro ogni angolo.
L’estate sono le storie di Mitsuru Adachi, fatte di silenzi, di cicale che friniscono, di persone che entrano nelle nostre vite, di strade che si incrociano e di strade che si trovano.
Per me l’estate è girare per le vie deserte, ascoltando musica, guardandomi in giro, pensando a cose che mi sono successe, a come sarebbero potute andare, a nuove storie da raccontare e da scrivere.
Poi, di colpo, fermarmi, togliermi le cuffie e ascoltare le cicale che friniscono, prepotenti, allegre, rumorose.
E allora, finalmente, è estate.

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3 risposte a And babe, don’t you know it’s a pity that the days can’t be like the nights in the summer, in the city…

  1. La il@ ha detto:

    “L’estate sono le storie […] di persone che entrano nelle nostre vite, di strade che si incrociano e di strade che si trovano.
    Poi, di colpo, fermarmi, togliermi le cuffie e ascoltare […]
    E allora, finalmente, è estate.”
    L’estate mi fa sentire viva, mi fa riappropriare di una me stessa che sembrava ormai perduta. L’estate è per me calore, calore fatto di sensazioni più intense, di distanze accorciate, di linfa che scorre più fluida nelle vene. E tutto sembra più facile. E possibile.

  2. Dama Arwen ha detto:

    Touch o Rough? 🙂

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