I been standing here waiting, Mister Postman, so patiently…

C’è questa cosa che ho sempre fatto e che, ogni tanto, continuo a fare.

Mi siedo e scrivo una lettera. A volte per me. A volte per qualcuno che conosco, a cui poi non la spedisco e che lascio lì (a volte cancello, a volte rimane a imperitura memoria).
Si può dire, quindi, che anche quando scrivo a qualcun altro, in realtà sto scrivendo a me.

Il gesto di scrivere, in realtà, mi serve a mettere nero su bianco sensazioni e pensieri e idee. Normalmente analizzo cose, sciolgo nodi. Più spesso, butto fuori cose che sento e che non posso o non voglio dire ad alta voce.

Mi sento meglio, dopo?
Spesso sì.

E questa è una delle cose che amo della scrittura.

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