2019 finora /5

Risultati immagini per yesterday

Yesterday è un film che non funziona come dovrebbe. Fa ridere? In certi momenti (mi è piaciuto molto, lo ammetto, l’utilizzo che viene fatto di Ed Sheeran). Fa piangere? No. Ha momenti sorprendenti? Nì.
Il problema è proprio quello: la storia dell’unico uomo (più o meno) al mondo che si ricorda dei Beatles e delle loro canzoni, poteva essere un film molto più “pieno” e ricco di quello che, alla fine, Boyle produce. Il regista inglese ci dà una commedia caruccia, con un eccellente un primo atto, un secondo atto che un po’ si adagia sull’idea iniziale e un atto finale che, pur non concludendosi esattamente come si concludono questo genere di pellicole, porta con sé una conclusione un po’ banale che, visto quel regista e quei presupposti, un po’ ti fa pensare “peccato”.
Però è da quando l’ho visto che ho di nuovo i Beatles fissi in testa, quindi…
(lo so che dovrei parlare di Joker, ma lo fanno tutti e quindi vi lascio agli altri)

Risultati immagini per turn up charlie

Non si è parlato molto, di questa serie ideata da Idris Elba e prodotta da Netflix, e posso capire perché: non è precisamente un capolavoro e non cambia le regole del genere. Però, per quanto mi riguarda, tocca quei temi (il fallimento, la ricerca di una strada) e ti offre uno di quei personaggi (il perdente di buon cuore, che cerca in ogni modo di migliorare, spesso fallendo) che su di me hanno presa immediata.
E, pur non essendo il capolavoro di cui sopra, intrattiene, non annoia e, soprattutto, ha un finale meno scontato del previsto.
In mezzo al mare magnum di robine di Netflix, una possibilità gliela darei.

LP fa una cover di questo pezzo dei The Chaismokers ed è semplicemente uno di quei pezzi che ti si piazza in testa e ascolti fino alla nausea.

Risultati immagini per starfinder

Come mi capita ogni tanto, particolarmente nei momenti di inquietudine, sto leggendo un manuale di GDR.
Starfinder è una rilettura in chiave fantascientifica di Pathfinder. Oltre 300 pagine di manuale e, mentre sono lì che sfoglio pagine e leggo regolamenti e descrizioni, mi ritrovo a pensare: ma davvero c’è gente che segue tutta ‘sta roba per filo e per segno? Sul serio siamo passati dalla (forse eccessiva) semplicità della seconda edizione di D&D a questo mostro di manuale che, se penso a una sessione di gioco, mi vedo a sfogliare avanti e indietro le pagine, alla ricerca di cosa devo fare se un giocatore decide di usare le posate con le mani sbagliate o meno.
Sì, sono vecchio, lo so.

Risultati immagini per my dad wrote a porno

“My Dad wrote a porno” è un podcast inglese che parte dal seguente presupposto: cosa fareste se scopriste che vostro padre ha scritto un libro porno (o, come dicono loro, di letteratura erotica)?
Il fondatore del podacast decide di leggerne un capitolo alla volta, con due suoi amici a commentare, dando così vita a una delle cose più divertenti che mi è capitato di ascoltare da parecchio tempo a questa parte.
Si trova su Spotify e in giro, gratuitamente, e ha vinto un sacco di premi. Consiglio di ascoltarlo.
Per la cronaca: devo ringraziare Tostoini per la scoperta di questo gioiellino, poiché lo ha segnalato sulla sua eccellente newsletter (alla quale, ça vas sans dire, dovreste essere tutti iscritti e, se non lo siete, potete farlo tramite questo link).

Tra le idee che mi bazzicano in testa, c’è la newsletter delle mie fesserie nerd (quelle che trovate qui sopra, per dire), ma non so se farlo o meno.

Intanto ricordate una delle più importanti lezioni di vita apprese nei film:
È meglio bruciare subito, che spegnersi lentamente”
– Kurgan – Highlander, l’ultimo immortale

Annunci
Pubblicato in Cinemino, Melodia del suono | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Now that the end has come along I can’t right all my wrongs, so I’ll put ‘em in songs, for now…

La sveglia che ti tira giù dal letto mentre stai sognando di essere un giocoliere. Fai volteggiare birilli nell’aria e, mentre lo fai, pensi al tuo vecchio lavoro e al tuo nuovo.
Ti alzi, incoraggiato dalla gatta che miagola e ti chiede di sbrigarti, perché vuole le crocchette.
Prepari la colazione. Gesti precisi. Passaggi rapidi. Nel frattempo cerchi di svegliarti, ma ti ritrovi a pensare agli amici lontani, ai luoghi che vorresti visitare.

Sei passeggero lungo memorie di persone e luoghi. Rivivi momenti in cui bevevi spritz e cazzeggiavi, istanti in cui stavi su treni che ti portavano in giro, ore passate al tavolo di un bar a scrivere.
Ripensi a mani strette, a corpi abbracciati, a sorrisi ricevuti, a sguardi commossi o affettuosi.

Il caffè che ti sveglia e ti fa rendere conto che sei giocoliere anche nella vita di tutti i giorni, ma che, per la prima volta da non sai quanto, lo vivi con più leggerezza, ché serenità no, serenità non sei tu, ma senza il senso ineluttabile di sconfitta e dannazione che ti ha accompagnato per anni.
Guardi i birilli volteggiare e ti fai domande e senti le mancanze, ma, tra un birillo e l’altro, riesci a respirare e a dirti che, se non oggi, domani potrai rilassarti e pensare che va tutto, se non bene, per una strada meno accidentata del solito e del previsto.

Bevi il caffè, mentre la gatta ti si struscia addosso.
“Ma ero molto più vecchio allora, sono più giovane di così ora…”

Pubblicato in Tutti i giorni | Lascia un commento

Was trying to find me something, but I wasn’t sure just what. I ended up with pockets full of dust…

Una roba che ho imparato, negli ultimi anni, è che se aspetto in piedi, comincio a camminare in tondo, in cerchi sempre più stretti.

E poiché so che le api comunicano tramite il volo (seguono una traiettoria a 8, che, in base a dimensioni e direzione, ha diversi significati), mi ritrovo a pensare: ma con chi sto comunicando?

E, soprattutto, ma che gli sto dicendo?

Pubblicato in Tutti i giorni | Contrassegnato | Lascia un commento

And when the tears you cry are all you can believe, just give these loving arms a try and have a little faith in me …

Quella cosa di Settembre che è un nuovo inizio. Alcuni dicono il vero inizio dell’anno.
Parlavo con un amico e cercavo di spiegare gli ultimi mesi. Tentato di incasellare le cose, in fila, di spiegare problemi, grandi, medi e piccoli, che ho vissuto. Ho cercato di spiegare come, di nuovo, ho ribaltato il tavolo e sono davanti al terreno da arare, curare, seminare e innaffiare.
Ho cercato di far capire che sono più vecchio e stanco delle ultime volte che mi è successo e che lo vivo con sempre maggiore ansia e paura e preoccupazione. Che dormo peggio del solito, per quanto possibile, che sogno di salutare vecchi amici che non so chi siano, con tanto di musica da film romcom a salire.
Che non so bene, un’altra volta, che ne sarà di me, da qui a, toh, un mese. E che, nonostante ci stia provando, Ringo, ci stia provando con grande fatica a stare calmo, vorrei solo chiamare i miei genitori e chiedergli di fare il loro maledetto lavoro genitoriale e dirmi che andrà tutto bene e tranquillizzarmi e prepararmi la torta al cioccolato, ché me la merito.

D’altra parte, gli ultimi mesi sono stati anche benedetti dal fatto, per casualità e per condizioni inattese, ma fortuite, ho avuto modo di vedere tanta gente. Soprattutto: ho avuto modo di vedere persone a cui voglio davvero bene.
Alcune sono venute qui, a fare visita. Alcuni di quelli che mi hanno visitato erano figure che conoscevo solo in maniera virtuale e che sono state così carine da mostrami come, in carne e ossa, fossero le belle persone a cui mi ero affezionato, leggendole in giro.
Altre sono persone che già avevo incontrato e che ho avuto modo di rivedere. Per un aperitivo, per un pranzo, per un concerto, per una cena per due chiacchiere davanti a un bicchiere, seduti in una piazzetta o in una birreria. A raccontarsi. A raccontarci. A tirare fuori dubbi, confidenze, aneddoti, cose anche vacue, ma che, proprio perché raccontate con quella leggerezza e con il piacere di condividere, mai noiose.
La sensazione, al momento di andare via, di essere stati abbracciati a lungo e di essere stati, per quel tempo, coccolati e tranquilli e senza pensare alle brutture della vita.
Perché c’è anche tanta commovente bellezza, a questo mondo. La posso vedere nelle persone che amo, nei loro gesti, nei loro occhi, nel calore che provo, quando ci penso.
E nella confusione e nella paura e nel dubbio, ritornare a loro con il pensiero e sorridere. Perché è grazie a loro che, oggi, ricomincio ad arare un po’ più leggero.

(però se qualcuno mi fa la torta al cioccolato, io mica ho niente contro, eh?)

Pubblicato in Tutti i giorni | 6 commenti

So don’t let me, don’t let me, don’t let me down, I think I’m losing my mind now…

Dice “Quanto sei stanco?”.
Tipo che ho appena guardato un video di LP che canta live una canzone e mi sono ritrovato a pensare che avrei voluto abbracciarla.

(subito dopo ho anche immaginato lei che mi caccia a pedate, chiamando la sicurezza, ma sono dettagli)

Pubblicato in Scazzo | Lascia un commento

Drugs are better with friends are better with drugs are better with friends are better with drug

Dice “Quanto sei stanco?”.
Del tipo che ho appena chiamato un meccanico nella mia città d’origine e mi sono commosso a sentire l’accento.

Pubblicato in Tutti i giorni | Lascia un commento

Di Guerre Stellari, di amarezza e di altre sciocchezze…

Non so se avete presente Il ritorno dello Jedi (se non ce lo avete presente, non ho ben chiaro cosa ci facciate qui, ma sorvoliamo). All’inizio del film, Luke Skywalker arriva al palazzo di Jabba The Hutt per parlare al gangster e discutere del rilascio di Han Solo.
Ad accoglierlo (a parte un paio di guardie gamorreane che crollano tempo zero), c’è il fedele servitore e maggiordomo Twi’lek, Bib Fortuna.

(interludio: il nome di Bib Fortuna non viene mai citato, nel film. Come, del resto, neanche il nome Ewoks. Guerre Stellari ha una robustissima enciclopedia di nomi e storie che vive fuori dalle – allora 3 ora quasi nove (quasi undici, se contiamo i due spin off di Rogue One e Solo) – pellicole legate alla saga)

Facciamo un salto avanti, rispetto all’anno di uscita del film: nel 1996, la Bantham Books (che deteneva i diritti per i libri basati sull’universo di Guerre Stellari e che ha posto le basi di quello che divenne famoso nel fandom come Expanded Universe, cioè tutte quelle storie che non erano dentro al film, ma che arrichivano il background della saga) (siete ancora svegli?) pubblica un libro intitolato Tales from Jabbas Palace e che, in pratica, racconta la storia di praticamente tutti i personaggi (alieni e non, ma soprattutto alieni) che compaiono ne Il ritorno dello Jedi, durante la scena al palazzo di Jabba (il libro esce dopo che, nel 1995, la Bantham aveva pubblicato Tales from Mos Eisley Cantina che aveva la stessa impostazione di racconti brevi, ma si basava sui personaggi che Luke e Ben Kenobi incontrano nella Cantina di Mos Eisley, quando cercano un modo per fuggire da Tatooine) (spero che non abbiate preso impegni, per cena, perché vado avanti ancora un po’).

Tra le storie di Tales from Jabba’s Palace, c’è appunto quella di Bib Fortuna (che, lo dico subito, non è un personaggio che mi è mai piaciuto molto, ma ha l’indubbio merito di avere ispirato il nickname di uno dei miei più cari amici, ai tempi dei forum). La sua storia, in breve, è che ha un debito molto grosso con Jabba e, siccome non è in grado di ripagarlo, fa di tutto per farlo eliminare.
Ogni suo tentativo fallisce miseramente e, a ogni fallimento, cresce il suo debito con l’Hutt, rendedolo sempre più schiavo. Questi fatti vengono narrati nel racconto breve intitolato Of the Day’s Annoyances: Bib Fortuna’s Tale. A ogni giornata che si chiude andando male, Bib Fortuna scrive il riassunto nel suo diario iniziando con la stessa frase “Of the day’s annoyances these” e poi narra la sua miseria.

(con l’acquisizione dei diritti da parte della Disney, l’intero Expanded Universe viene raso al suolo e classificato come Legends, questo perché la casa di Topolino voleva avere la possibilità di farci i suoi, di soldi, su un ipotetico universo espanso)

(del resto, se ci pensate – e so che non ci volete pensare, ma ormai siete arrivati fino a qui e vi tocca – lo stesso Lucas dichiarò, in merito a quanto tenesse conto del EU durante la stesura dei copioni della Nuova Trilogia – Episodio dal 1 al 3, per i meno avvezzi – che per lui era canone solo quello che era successo sullo schermo del cinema e che si riteneva libero di ignorare tutto il resto. Che è giustissimo, perché era una sua creatura e ci poteva fare quello che voleva, però intanto almeno le mattonelle del bagno con i soldi che ho speso in videogame e libri te le sei pagate, George, quindi, ecco, insomma…)

Tutto questo preambolo perché, chiederete, o esasperati lettori?
Per nessuna ragione al mondo, salvo che la mia vita, nelle ultime settimane, segue la stessa procedura di Bib Fortuna. Non sto cercando di ammazzare Jabba, ma, giornalmente, mi guardo in giro e penso “Of the day’s annoyances these”.
Poteva andare peggio, credo.
Potevo finire strangolato da Darth Vader.

Pubblicato in Cinemino, Scazzo | Contrassegnato , | Lascia un commento