And you never know ‘til you reach the top if it was worth the uphill climb…

Ho la cartella “Bozze” di GMail piena di lettere che non ho mai spedito. Cose scritte perché avevo bisogno di metterle giù, di buttarle fuori, ché mi sentivo soffocare e inquieto. Prima ci mettevo anche l’indirizzo del destinatario, poi mi capitava, finita di scriverla, sovrappensiero, di premere il tasto Invio e dover poi gestire i problemi che ne derivavano. “Mai mettere l’indirizzo”, mi diceva una che conoscevo e che, a sua volta, aveva la cartella “Bozze” piena di cose mai spedite.
E pian piano, negli anni, ho scoperto che non sono solo, che siamo in tanti a usare quella cartella lì come deposito di pensieri mai espressi ad alta voce. Ché ogni tanto ti verrebbe da dire “fanculo, li mando tutti” e magari ti accorgi che alla stessa persona ci sono indirizzate tre mail diverse e in ognuna c’è qualcosa di diverso dalla precedente. Ché la verità è che dire quelle cose, tutte quelle cose, lasciare andare, sarebbe la cosa migliore per tutti. Quanto meno lo sarebbe per te. Forse lo sarebbe per loro. Magari lo sarebbe per il karma, per la tua vita, per le tue giornate che iniziano sentendo il peso delle cose non dette.
Poi le guardi le tue mail e pensi “e dopo?”. Dopo non lo sai ed è forse la cosa che ti spaventa maggiormente. Ché il presente puoi controllarlo, se stai fermo e fai finta di essere morto come fanno gli opossum. Non succede niente, devi solo arrivare al momento in cui arrivi a letto e ricominci da capo il giorno dopo.
O forse, banalmente, non hai il coraggio di scuotere le fondamenta, anche se reggono su perplessità, dubbi e tristezza, perché cominci ad abituarti all’idea e a trovarla più comoda dell’affrontare l’ignoto.
Ché non hai mai avuto il coraggio di dire che per te è cominciato tutto la volta che hai detto “mi piace come lo dici, c’è tutto un mondo, dentro” e ti ha risposto “c’è un mondo. Ci sei tu.” e allora l’hai scritto, ma tanto non mandi e allora non serve.
Però è lì la casella di GMail, come un memento di errori fatti e che, visto che sei di pietra, sono errori che rifai e, quando te li trovi davanti, scuoti la testa e pensi che non imparerai mai e che sei destinato alla giusta estinzione, come i dodo.
O forse no. Forse le manderai, assieme a quelle che verranno dopo e poi ti siederai e guarderai il tuo mondo che cambia, sconvolto, le fondamenta che crollano per diventare qualcos’altro, un nuovo mondo.
E non sarebbe bello, un nuovo mondo dove ricominciare da capo?

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3 risposte a And you never know ‘til you reach the top if it was worth the uphill climb…

  1. Ire ha detto:

    E se qualcun altro premesse il tasto “invio”? Ottima esca.

  2. marymiao ha detto:

    Sarà per il fatto che non ho nulla nella cartella “bozze” che non piaccio a nessuno? xD
    Comunque preferirei di gran lunga soffrire per aver ricevuto una mail di quelle da “cartella bozze” che farlo per non averla ricevuta. #masochista lol

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